Cronache di una mente neuroatipica è una nuova rubrica del mio blog che utilizza la narrazione in prima persona come strumento psicoeducativo per descrivere l’esperienza soggettiva del funzionamento neurodivergente in età adulta.
Attraverso scene di vita quotidiana, il racconto rende osservabili processi
cognitivi, sensoriali ed emotivi spesso invisibili, con l’obiettivo di favorire
comprensione, riconoscimento e consapevolezza, sia in chi si identifica come
neuroatipico, sia in chi vive o lavora accanto a menti non standard.
Queste storie non vogliono essere rappresentative di tutte le persone neurodivergenti, ma una voce tra le molte possibili.
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6:13 DEL MATTINO ATTIVITÀ CEREBRALI NON AUTORIZZATE
Mi sveglio prima della sveglia.
Non perché sia organizzata o disciplinata, ma perché il mio cervello ha già
iniziato a lavorare e senza il mio consenso.
Mentre il corpo è ancora pesante, incastrato tra le lenzuola
e il sonno che resiste, la mente ha già aperto tutte le finestre. Una dopo
l’altra.
Rivede una conversazione di ieri, ma solo la frase detta con mezzo secondo di
ritardo.
Poi passa a una lista mentale di cose da fare che non esiste da nessuna parte,
se non lì, in equilibrio precario.
Subito dopo salta a un’idea improvvisa, geniale, alle sei e tredici del
mattino, che devo assolutamente ricordarmi, anche se so già che
evaporerà appena mi alzerò.
Nel frattempo analizza scenari futuri: quello probabile,
quello catastrofico, quello statisticamente irrilevante, ma emotivamente molto
convincente.
Si chiede se ho risposto nel modo giusto, se avrei potuto essere più chiara,
più efficace, più…
Ripesca un dettaglio minuscolo — un tono di voce, uno sguardo, una parola
ambigua — e lo ingrandisce come fosse una prova schiacciante.
Il tempo, nel letto, non scorre: si stratifica.
Passato, presente e futuro convivono nello stesso istante, come se il mio
cervello non avesse mai imparato a fare la fila.
Io sono ancora immobile, ma dentro è già ora di punta.
E così resto lì, occhi aperti nel buio, a negoziare con una
mente che ha deciso di iniziare la giornata da sola,
mentre io avrei solo voluto altri cinque minuti di silenzio.
Scendo dal letto come si scende da una barca che ha già
mollato gli ormeggi.
Con cautela, per non fare rumore, per non svegliare nessuno — illusione tenera
e completamente infondata.
I piedi toccano il pavimento freddo e il cervello prende
questo come un segnale ufficiale: bene, ora possiamo accelerare. Che la giornata abbia inizio!
Laura Cocito - PSICOLOGA
Mindfulness Professional Trainer&Clinical Therapist
ACT Therapist®
Iscrizione Albo A Piemonte n.10414